Editoriale Aprile 2025

Editoriale del nostro Direttore Luigi Rigo per il numero 3 di 112 Emergencies di Aprile 2025

⏱️ Tempo di lettura: 4 min
Nota Editoriale

Care lettrici e cari lettori, il parterre era quello delle grandi occasioni e così i relatori, che hanno offerto una visione plastica dell’interesse istituzionale – e trasversale – alla nostra Protezione civile. Ben dieci ministri presenti in qualità di relatori al fianco del Ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, e del Capo Dipartimento, Fabio Ciciliano, ad inaugurare, lo scorso 3 aprile nella sede della Confindustria a Roma, la tre giorni di lavori della prima edizione degli Stati Generali della Protezione civile, per ricercare tutte le possibili sinergie con l’obiettivo di “Anticipare i cambiamenti e rafforzare le risposte”, come recitava il titolo dell’evento.
Non un incontro al capezzale di un malato, perché, come universalmente riconosciuto, il Servizio nazionale rappresenta un’eccellenza del nostro Paese, ma una sorta di chiamata alle armi per individuare, insieme a tutti gli attori del sistema, i margini di miglioramento, soprattutto in chiave di prevenzione e in rapporto ai rischi emergenti. Il mondo è attraversato infatti da minacce senza precedenti, dai conflitti geopolitici ai rischi di sicurezza informatica, ma anche le crisi migratorie o le pandemie, che vanno ad aggiungersi a quelli dovuti ai cambiamenti climatici e alle crescenti calamità naturali. Per questo c’è l’esigenza di anticipare, prevenire e rispondere a queste minacce, in linea con la strategia sulla preparazione predisposta dall’Unione Europea. Lo ha sottolineato nel suo discorso introduttivo il Ministro
Musumeci e lo ha ribadito il Capo Dipartimento Ciciliano, spiegando le modalità di svolgimento
dei lavori. Sei i tavoli tematici previsti nella seconda giornata, caratterizzati dalla multidisciplinarietà e incentrati su diversi aspetti: Normativa, Prevenzione, Volontariato, Emergenze, Territorio, Tecnologie, con la partecipazione di 227 delegati, in aggiunta ai rappresentanti di ben 89 istituzioni.

La terza giornata si è conclusa con un’assemblea plenaria dove si è dato conto del lavoro dei tavoli che hanno offerto notevoli spunti da approfondire in successivi incontri. «Rafforzare la capacità di risposta del Paese, proporre maggiori azioni per favorire il partenariato pubblico-privato, potenziare la protezione civile di prossimità e migliorare il coordinamento nell’attività di prevenzione, sono le priorità emerse in questa tre giorni», ha sintetizzato il Capo Dipartimento. «Il Governo dovrà portare in Parlamento le indicazioni emerse in questi giorni e farle diventare la materia prima della riforma del Codice di protezione civile che abbiamo fortemente voluto», ha concluso il Ministro Musumeci. Uno degli obiettivi degli Stati Generali era infatti anche quello di raccogliere il maggior numero di elementi per l’aggiornamento del Codice di protezione civile, di recente emanazione, come sappiamo, ma già per
molti versi superato rispetto agli scenari di rischio più recenti.

Dal tavolo sulla normativa sono infatti emersi contributi e proposte su temi strategici come quello della responsabilità penale degli operatori del settore, sindaci e volontari, e della semplificazione amministrativa. A questo proposito si è parlato anche dell’opportunità di formulare delle linee guida
specifiche per amministratori e prevedere la relativa formazione. Di formazione si è parlato in tutti i tavoli tematici, così come della comunicazione ai cittadini, sempre più strategica per diffondere la conoscenza delle buone pratiche di protezione civile, aumentando la consapevolezza sui rischi presenti sul territorio, favorendo quindi l’autoprotezione.

Infine, un ampio spazio è stato dedicato al contributo delle scienze e delle innovazioni tecnologiche che negli ultimi anni sono intervenute con sempre maggiore incisività in ambito di protezione civile. In generale, è emersa forte l’esigenza di una maggiore integrazione tra i livelli centrali e locali, tra i sistemi di comunicazione in dotazione agli operatori, tra scienza e Protezione civile – anche territoriale -, tra volontariato e istituzioni, tra pubblico e privato. Speriamo che il nuovo Codice sappia tenere conto di tutte le istanze emerse dall’importante dibattito e che si faccia presto una verifica sui passi avanti compiuti nelle direzioni indicate, compresa l’armonizzazione con la strategia di preparazione europea, su cui è stato annunciato uno specifico tavolo di lavoro in seno al Dipartimento.

Nell’angolo dei saluti, diamo il benvenuto al nuovo Presidente dell’INGV, Fabio Florindo, che proprio agli Stati Generali ha fatto la sua prima apparizione pubblica, con gli auguri di buon lavoro.

Luigi Rigo
l.rigo@112emergencies.it

Prodotti Correlati

Trovi questo articolo dentro a questi prodotti

Altre notizie