I Vigili del Fuoco volontari sono troppo pochi in Italia. Serve incrementarne il numero e “riordinare”il funzionamento delle strutture operative
A colloquio con il Capo del Corpo Nazionale, Eros Mannino, sui progetti in itinere e futuri, con un focus sulle iniziative rivolte alla componente volontaria dei VVF, quali: la revisione ordinamentale riguardo a compiti, arruolamento, carriere, disciplina trasferimenti di sede, compatibilità con le attività private
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“Riordinare” è la parola d’ordine nel processo di trasformazione (e di miglioramento) che il Corpo Nazionale sta portando avanti anche per la componente volontaria. Lo sa bene il Capo del Corpo, Eros Mannino, che proprio dal suo ufficio al Viminale, a Roma, ci illustra quanto fatto e quanto ancora da fare, partendo dal punto di vista legislativo per proseguire – di pari passo – con la “sistemazione” dell’elenco del personale volontario. Ma andiamo con ordine, partendo dalla traccia di una carriera arrivata al vertice della piramide del soccorso, radicata in tutta Italia e in continuo miglioramento. Sia dal punto di vista formativo che per quanto concerne mezzi, attrezzature e tecnologie. Una passione “casuale”, la sua. Durante il servizio militare nell’Esercito, un collega gli parlò della possibilità di lavorare come ingegnere alle dipendenze del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Un bando di concorso e la sua adesione presentata l’ultimo giorno di tempo utile prima della scadenza. Poi l’inizio dell’avventura, di una lunga avventura. Vicenza è stato il primo Comando Provinciale al quale è stato destinato con la qualifica di Vice Comandante. «Una bella esperienza durata quasi quattro anni», ricorda l’ingegnere, «per poi approdare a Perugia, prima all’Ispettorato Regionale dell’Umbria e poi al Comando Provinciale, dove sono rimasto per dodici anni». Dopo questa “gavetta”, due comandi, a Pavia e Padova per quattro anni ciascuno. La promozione a Dirigente Superiore porta Mannino nel 2010 a L’Aquila, l’anno dopo il devastante terremoto, e poi alla direzione dell’Ufficio del Capo del Corpo Nazionale al Ministero, guidato da Alfio Pini. Dopo tre anni e mezzo arriva un nuovo trasferimento e un altro incarico come Comandante di Trieste cui succede l’incarico di Vicario presso la Direzione Centrale della Difesa Civile. Tornato a Roma per un paio d’anni, viene poi promosso Dirigente Generale con l’incarico come Direttore Regionale in Basilicata e nello stesso tempo Reggente del Comando di Potenza. Dopo aver assunto la Direzione Regionale del Friuli Venezia Giulia (con l’incarico contemporaneo di Reggente del Comando di Pordenone) un altro passaggio come Direttore Regionale dell’Umbria a Perugia, cui succede un periodo come Direttore Regionale del Lazio. Per un biennio Eros Mannino ricopre il ruolo di Direttore Centrale della Prevenzione Incendi («Una delle mie passioni da funzionario», confessa) e infine, nel 2025, l’attuale incarico come Capo del Corpo VVF. Una esperienza a 360°, in situazioni di soccorso delle più diverse tipologie e alle prese con calamità che hanno confermato ancora di più le sue capacità di gestire situazioni di elevata emergenza.

Ingegner Mannino, c’è un posto tra tutti quelli citati che le è rimasto nel cuore? Tutti i posti restano nel cuore, perché rappresentano una parte di vita che rimane lì dove si è vissuta. Ci sono stati ovviamente posti dove si è lavorato meglio, dove c’è stata più organizzazione, anche se poi sta a noi intervenire laddove ci sono delle criticità. Si sono instaurati rapporti di amicizia non solo di lavoro.
Ed ora parliamo di volontariato. La creazione del tavolo di confronto e coordinamento con le diverse associazioni che rappresentano il volontariato VVF è già di per sé un grande passo avanti… L’attenzione massima alla valorizzazione della componente volontaria è tra le nostre priorità. I volontari in Italia sono troppo pochi. Un ulteriore numero potrebbe oltre che dare man forte ai permanenti, coprire dei territori dei quali si occupa invece la Protezione Civile, che ha comunque delle competenze diverse da quelle dei Vigili del Fuoco.

Sono sempre di più i Paesi europei che includono nella partenza della squadra di soccorso anche personale sanitario che possa prestare i primi soccorsi. Si può pensare di sviluppare questo sistema anche in Italia? E’ un discorso di cui si parla da tempo. Abbiamo molte esperienze nelle sedi permanenti dove le partenze della squadra VVF è abbinata alla partenza dei sanitari del 118. L’ideale sarebbe poter disporre di un servizio sanitario. Abbiamo in alcune zone delle convenzioni tra 118 e USAR. Grazie alla nuova Direzione Centrale della Sanità sarà di certo un argomento sul quale si discuterà in modo più approfondito. Il medico ha bisogno del Vigile del Fuoco come il Vigile del Fuoco ha bisogno del medico. L’ideale sarebbe avere un organico omogeneo.
Progetti o iniziative avviati, in itinere o conclusi in questo suo periodo di mandato? Sicuramente il progetto di riordino con un impegno di 5 milioni di euro annui per il prossimo quinquennio; la revisione e integrazione dei compiti istituzionali e la riforma dell’ordinamento di carriere di tutto il personale del C.N.VV.F; in merito alla componente volontaria, la revisione ordinamentale riguardo a compiti, arruolamento, carriere, disciplina, trasferimenti di sede, compatibilità con le attività private. Si è anche lavorato alle nuove dotazioni di DPI e uniformi di rappresentanza per il personale VVF. Inoltre, si è proceduto alla revisione delle sedi volontarie e il rinnovo contrattuale 2022-2024, concluso con un incremento stipendiale dell’8%, oltre a modifiche della parte normativa più favorevole per i lavoratori. C’è poi stato l’avvio del rinnovo contrattuale 2025-2027 con incrementi stipendiali proiettati verso una base del 5%. Sono poi in itinere progetti di ristrutturazione e adeguamento delle sedi di servizio, anche col sostegno di enti territoriali e con un impegno di 30 milioni circa annui. C’è stata inoltre la consegna ai Comandi Provinciali di automezzi acquistati con i fondi del PNRR, elettrici, alimentati con carburanti ecosostenibili.

Alcuni mesi fa le rappresentanze della componente volontaria hanno avuto un incontro in merito al processo di riforma del Dlgs 139/2006 e hanno presentato alcune istanze indirizzate al miglioramento dell’ordinamento specifico. Qual è la futura roadmap della riforma ordinamentale e l’adozione del previsto regolamento del personale volontario? Dal punto di vista ordinamentale, per il personale volontario è senza dubbio un momento storico. Si parte appunto dal Dlgs 139, e una volta che le modifiche ordinamentali arriveranno a compimento, l’intenzione è quella di avviare un tavolo di lavoro per modificare il DPR 76 del 2004, ormai datato e non più in linea con le nuove esigenze. Un argomento che grazie al tavolo di coordinamento con le associazioni che rappresentano i volontari sarà affrontato.
La recente circolare sull’iscrizione del personale volontario, dopo anni, raggiunge finalmente lo scopo di riordinare un aspetto governato da norme specifiche. Rimane il tema della formazione che in alcuni casi raggiunge tempi di attesa notevoli per gli aspiranti. Quali iniziative può assumere l’Amministrazione per garantire un tempo ragionevole per avere a disposizione i neo Vigili Volontari? Con le recenti circolari che sono state introdotte dalla Direzione centrale delle risorse umane, d’intesa col mio ufficio, ben sette nel loro complesso, si è voluto, nelle more delle modifiche ordinamentali, avviare un’attività che mira alla valorizzazione della componente volontaria che parta non solo con l’iscrizione ma anche nel corso del loro percorso di collaborazione con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. E’ necessario che nell’elenco del personale volontario siano iscritti e rimangano iscritti solo coloro che effettivamente sono meritevoli, non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche comportamentale.

Ci sono progetti per il 2026, soprattutto per quanto concerne la componente volontaria? Riguardano non solo gli aspetti normativi con l’adozione delle modifiche ordinamentali del DLGS 139 del 2006 e del DPR 76 del 2004, ma anche amministrativi. Continuerà questa attività di “sistemazione” dell’elenco del personale volontario e la cancellazione di coloro che purtroppo, hanno perso il requisito di integrità morale e di condotta, e che versano in situazioni di incompatibilità, per evitare che l’iscrizione sia solo uno strumento utilizzato per finalità private e non già istituzionali, ovvero di coloro che non ottemperano agli obblighi connessi alla formazione. Vi è poi l’idea di informatizzare le procedure di iscrizione per semplificare anche le attività dei Comandi, nonché di far colloquiare le nostre banche dati interne nell’ottica della semplificazione amministrativa.