Un sodalizio intercomunale di area omogenea per condividere mezzi e risorse

È il gruppo di Protezione civile di Rovello Porro (Como), che coordina tutti gli interventi nell’area di competenza, tra i Comuni di Rovello Porro, Rovellasca, Turate, Bregnano e Ceriano Laghetto. Il gruppo, fondato nel 2009, è parte integrante della colonna mobile provinciale di Como grazie a una solida esperienza maturata sul campo, anche in ambito nazionale, nelle principali emergenze del nostro paese. Di questa virtuosa realtà, delle sue caratteristiche e della peculiare operatività, abbiamo parlato con il coordinatore, Alessandro Moscatelli

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Ci racconti brevemente la storia del gruppo, come e quando è nato,e i suoi principi ispiratori.
Già da qualche anno io e alcuni amici, tutti volontari, organizzavamo feste a Rovello Porro perché ci piaceva fare qualcosa per il nostro paese. Poi, nel 2009, abbiamo capito che si poteva fare di più, o meglio, abbiamo capito di voler fare di più per il nostro territorio. Così, in accordo con il sindaco in carica, abbiamo deciso di costituire un’Associazione di Protezione Civile con il desiderio di metterci al servizio
della nostra stessa comunità, anche in situazioni di emergenza.
Mi ricordo il nostro primo mezzo: un’Alfa 33 che all’epoca avevamo rimediato per soli 200 euro. È stato proprio il simbolo di questo nuovo inizio. E ricordo bene anche il nostro primo intervento: un evento calamitoso in centro a Rovello, dove abbiamo supportato i Carabinieri durante l’allagamento di un condominio.

Quali i principali interventi nella vostra area e a livello nazionale?
Siamo molto attivi nei nostri cinque comuni di competenza e in provincia di Como, grazie ai tanti volontari che negli anni hanno fatto parte del nostro Gruppo e grazie alla collaborazione con gli altri gruppi di Protezione civile in Provincia di Como coordinati dal CCV di Como e dal funzionario provinciale ing. Bernasconi.
Nella nostra area interveniamo sia in situazioni emergenziali, come incendi in aree boschive, taglio piante pericolanti o pulizia e svuotamento di sottopassi, scantinati, parcheggi allagati dopo forti temporali, sia in contesti di divulgazione e prevenzione, come il Progetto Scuola, o ancora in situazioni di assistenza ordinaria, come possono essere manifestazioni comunali, accompagnamenti di persone anziane o con disabilità. Nel territorio provinciale e nazionale siamo attivati sia come gruppo che come singoli volontari, a seconda delle specializzazioni acquisite. Siamo certamente in prima linea nell’ambito idrogeologico, penso agli allagamenti e frane che hanno colpito Blevio, Cernobbio, Laglio e i comuni limitrofi nel 2022. Poi, come dicevo, ci sono volontari che intervengono singolarmente in contesti specifici: l’alluvione in Emilia Romagna del 2023, la ricerca di persone disperse, momenti formativi nelle scuole o per aspiranti nuovi volontari.

Ci può descrivere la struttura odierna e il modello operativo seguito?
Il nostro gruppo conta oltre 50 volontari, che hanno dai 18 ai 75 anni. Io come coordinatore mi occupo insieme al presidente, Carmelo Fiocco, di una gestione più ad alto livello delle risorse e dei rapporti con gli altri enti del sistema di Protezione Civile. Sono un po’ il centro focale, perchè ricevo tutte le comunicazioni e le richieste sia da parte dei sindaci dei nostri cinque comuni, che dall’alto, quindi dal CCV di Como e dal funzionario Provinciale. Gli impegni sono tanti, ma cerchiamo sempre di rispondere in modo positivo e con qualità. In questo, è fondamentale il supporto della nostra vice coordinatrice Provenzano e dei due capisquadra Caccialanza e Riva, che gestiscono a livello operativo volontari e mezzi.
La nostra flotta mezzi è decisamente consistente e si è arricchita negli ultimi anni grazie al contributo dei Comuni, dei privati che hanno sempre creduto in noi, e ai bandi regionali. Disponiamo di mezzi per il trasporto persone, per il movimento terra (escavatori, minipala cingolata, dumper), attrezzature per scenari idrogeologici (idrovora da 15.000 litri/minuto, unità carro maltempo, autocarro scarrabile, generatori, motopompe, elettropompe), e mezzi per l’approvvigionamento d’acqua in caso di incendi boschivi. La nostra rimessa ospita anche mezzi provinciali e regionali: un autocarro scarrabile 3 assi e un autocarro 2 assi con gru che utilizziamo, su attivazione, per trasporti logistici o sgombero macerie e materiali inerti.

Quali sono le vostre specializzazioni e i programmi formativi?
I percorsi formativi sono generalmente organizzati dal CCV di Como, che ogni anno propone corsi base per i nuovi volontari e corsi di specializzazione per chi vuole mettersi in gioco in ambiti specifici, come l’antincendio boschivo. Anche noi promuoviamo la formazione continua, organizzando esercitazioni durante l’anno per far pratica con le attrezzature e simulare scenari di rischio potenziali. Come gruppo siamo specializzati nella logistica, ma molti volontari hanno seguito percorsi specifici: dalla ricerca dispersi alla segreteria operativa, dal movimento terra alla divulgazione con il programma “Io Non Rischio”.

Sappiamo che portate avanti da tempo un programma formativo particolare rivolto ai detenuti. Ce lo può raccontare in dettaglio?
Fare volontariato significa essere a disposizione degli altri, è seguendo questo principio che abbiamo deciso da molti anni di candidarci come realtà per i Lavori Socialmente Utili: è un programma rivolto a persone che hanno commesso reati minori e che sono state condannate a svolgere ore al servizio della comunità e che, tramite il proprio avvocato, ci contattano per svolgere il monte ore dovuto all’interno della nostra organizzazione. Questo è un percorso che viene seguito in prima linea dal Presidente Fiocco che, dopo un primo colloquio con la persona, cerca di capire le attitudini di ciascuno e di proporre attività coerenti con il nostro operato. Abbiamo la fortuna di avere una sede abbastanza grande, nell’Area Feste di Rovello Porro, e di avere molti volontari in pensione, quindi possiamo coinvolgere queste persone in tante attività: dal taglio del prato alla pulizia della cucina durante le nostre feste, fino alla manutenzione di mezzi e attrezzature. Anche questo è un aspetto che ci rende molto orgogliosi, perché capita spesso che dopo aver scontato la propria pena, alcuni entrino a far parte della nostra organizzazione. Seppur spesso sia per periodi limitati, questo dimostra che forse sì, abbiamo lasciato davvero qualcosa a chi è entrato in contatto con la nostra realtà, anche in periodi difficili della propria vita.

Lavorate anche con le scuole? Com’è il rapporto con i cittadini e come reclutate i nuovi volontari?
Sì, lavoriamo attivamente con le scuole attraverso un programma educativo strutturato che coinvolge sia la scuola dell’infanzia sia la scuola primaria. Il nostro obiettivo è sensibilizzare bambine e bambini ai temi della Protezione Civile, dei rischi presenti nel territorio e dei comportamenti corretti da adottare in caso di emergenza. Le attività che proponiamo sono ovviamente calibrate in base all’età: con i più piccoli affrontiamo in modo semplice e interattivo temi come la segnaletica, le vie di fuga, lo zaino d’emergenza e organizziamo, quando possibile, una visita in sede per conoscere i mezzi e le attrezzature. Nella scuola primaria, il percorso si amplia con approfondimenti sui rischi specifici (idrogeologico, terremoto, incendio), prove di evacuazione, attività pratiche e laboratori a piccoli gruppi.
Per le classi più grandi è prevista anche una visita guidata presso la nostra sede operativa e, se le condizioni lo permettono, un’uscita sul territorio per osservare da vicino gli argini del Lura che scorre vicino alla nostra sede. Ci piace pensare che questo sia un modo di avvicinare la Protezione Civile ai più giovani che, perchè no, un giorno, potrebbero diventare volontari proprio a Rovello Porro.
La nostra realtà è ben inserita nel contesto territoriale, i legami con gli enti del soccorso e gli enti amministrativi locali sono ben consolidati e c’è un rapporto di stima reciproca con tutte le organizzazioni di volontariato che operano nella zona della bassa comasca. Io, come quasi tutti i volontari, vivo in questa zona, composta da paesini molto piccoli, siamo sugli 8mila abitanti per comune di media, quindi il rapporto con i cittadini è molto stretto perché ci si conosce bene o male tutti. Anzi, grazie alle due feste annuali che proponiamo, la Festa del Pesce a Giugno e la Fera de Pomm da Tera a settembre, direi che ci siamo fatti conoscere anche oltre i nostri comuni di competenza.

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