Editoriale Gennaio/Febbraio 2026

Dopo il passaggio del ciclone Harry e la frana di Niscemi, l’ennesimo evento estremo riporta al centro la fragilità del territorio italiano e l’urgenza di rafforzare prevenzione, adattamento climatico e politiche strutturali contro il dissesto idrogeologico.

⏱️ Tempo di lettura: 5 min
Nota Editoriale

Care lettrici e cari lettori,
mentre le regioni colpite dal ciclone Harry, Sardegna, Calabria e Sicilia, preparano la conta dettagliata dei danni, stimata nella cifra “monstre” di due miliardi, tiene banco sui media il danno più vistoso ed eclatante, la frana di Niscemi (Caltanissetta) provocato dal passaggio del ciclone. Non il “solito” ciclone mediterraneo quello che si abbattuto sulle tre regioni tra il 19 e il 21 gennaio, ma un evento di portata eccezionale, a detta degli esperti, decisamente fuori scala per estensione, persistenza e distruttività.

Una combinazione esplosiva di vento, pioggia e mareggiate con onde fino a 9-10 metri, che hanno eroso le coste ioniche e tirreniche, con spiagge scomparse, infrastrutture distrutte su molti dei litorali su cui ha imperversato per giorni, provocando danni ingenti anche alle attività economiche e alle abitazioni colpite. Ma, per fortuna, la furia del ciclone non ha mietuto vittime, grazie ai sistemi di allertamento attivati dalla protezione civile, che hanno funzionato e, in parte, mitigato il fenomeno.
Purtroppo a Niscemi, la popolazione coinvolta nel disastro, circa 1500 persone, rimane fuori dalle proprie abitazioni, crollate o rese inagibili dalla frana, assistite dal servizio nazionale di protezione civile con vigili del fuoco e volontari appartenenti alle organizzazioni locali.

Ora, tra tutti gli effetti al suolo provocati dal ciclone, la frana di Niscemi è diventata la sorvegliata speciale, monitorata dai radar satellitari delle agenzie spaziali italiana ed europea, sottoposta a rilievi geofisici puntuali che consentano di prevederne l’evoluzione e, quindi il destino del paese nisseno, su cui incombe lo spettro di una delocalizzazione a valle, in area sicura dal punto di vista idrogeologico. Ma la domanda inevitabile che prima o poi dovremo seriamente porci è: quante altre porzioni d’Italia si trovano nelle condizioni che hanno determinato questo recente disastro? Tante, forse troppe per intervenire su tutte, per farlo in tempi rapidi, per riuscire se non ad annullare almeno a mitigare il rischio? Secondo il Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia, che costituisce il quadro di riferimento ufficiale sulla pericolosità e sul rischio idrogeologico per il nostro paese il 94,5% dei comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni, valanghe e/o erosione costiera, il 19,2% del territorio nazionale è classificato a maggiore pericolosità per frane e alvioni.
Se questa è la situazione, arcinota purtroppo, ci sarà pur qualcosa che si può fare a livello di prevenzione. Forse non il grande programma nazionale di contrasto al rischio idrogeologico che i geologi invocano, inascoltati, da anni, ma qualcosa, qualcosa in più rispetto a quanto fatto finora. Ci uniamo al coro di scienziati e tecnici per reclamare, finalmente, la reale messa in opera della strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, da cui possa presto scaturire un insieme integrato di interventi e di regole imprescindibili per qualsiasi amministratore pubblico e per tutti i cittadini di questo fragilissimo paese.

Nell’angolo dei saluti, vogliamo rivolgere il benvenuto al neo presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, e al suo assessore all’Ambiente e Protezione civile, Elisa Venturini; al nuovo Comandante VVF. di Venezia, Alberto Maiolo e a quello di Milano, Mauro Caciolai.
A loro i nostri migliori auguri di buon lavoro.

PLASTECO MILANO
Nuova tenda pneumatica autogonfiabile TAG 105M

La presentazione della nuova tenda pneumatica autogonfiabile TAG 105M si terrà nei giorni 12 e 13 marzo alle 9,30 presso l’azienda di Senago (Milano). TAG105M. Sarà un’occasione per conoscere da vicino l’azienda che vanta 70 anni di storia ed occasione di confronto e di ascolto di ogni specifica esigenza. Seguirà un rinfresco. Per garantire una corretta organizzazione, si prega confermare la presenza, inviando una mail a soluzioni@plastecomilano.it entro il prossimo 28 febbraio, indicando: Ente di appartenenza / Nome e numero dei partecipanti / Recapito telefonico.

UNA COMMISSIONE DI STUDIO SULLA FRANA DI NISCEMI
La commissione, istituita dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, è stata incaricata di approfondire le cause e l’evoluzione del movimento franoso che interessa il territorio comunale di Niscemi, la velocità del relativo movimento e le condizioni di rischio residuo.
A comporre la commissione, presieduta dal rettore dell’Università di Catania Enrico Foti, altri quattro eminenti studiosi: Fausto Guzzetti, Accademico dei Lincei; Mauro Scaccianoce, presidente dell’Assemblea nazionale dei presidenti degli Ordini provinciali degli Ingegneri, Roberto Troncarelli, presidente del Consiglio nazionale dei Geologi, Giuseppe Sappa, professore ordinario di Geologia applicata – Università di Roma La Sapienza.

L’obiettivo della Commissione di studio è di approfondire le cause e l’evoluzione del movimento franoso che interessa il territorio comunale di Niscemi, la velocità del relativo movimento e le condizioni di rischio residuo. Lo scopo è anche quello di individuare soluzioni e risposte operative per il post emergenza, e gli interventi di prevenzione e di mitigazione del rischio da movimento franoso.
La Commissione di studio potrà inoltre raccogliere informazioni e condurre indagini su progetti, esperienze e sperimentazioni italiane e straniere, nonché svolgere ogni attività utile al perseguimento delle sue finalità. Avrà un mese di tempo per terminare i propri lavori e potrà avvalersi della collaborazione del Dipartimento nazionale della Protezione civile e del Dipartimento Casa Italia.

Prodotti Correlati

Trovi questo articolo dentro a questi prodotti

Altre notizie

Editoriale Marzo 2026

Care lettrici e cari lettori,“Riorganizzazione della rete fognaria e dell’acquedotto, realizzazione di pozzi di emungimento, costruzione di gallerie drenanti, sistemazione...
Editoriale

Futuro nucleare

La guerra in Ucraina, la dipendenza energetica dall’estero, l’aumento della domanda globale di energia e i mutamenti climatici hanno riaperto...
Sostenibilità