Editoriale Giugno 2026
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Care lettrici e cari lettori, negli ultimi anni abbiamo imparato a confrontarci con un mondo che cambia con una rapidità sempre maggiore. Eventi meteorologici estremi, emergenze naturali, nuove vulnerabilità territoriali e sociali pongono il sistema di Protezione civile di fronte a sfide sempre più complesse. Per affrontarle non bastano la capacità di intervento e la professionalità che da sempre caratterizzano il nostro sistema: servono anche innovazione, semplificazione amministrativa, formazione e un costante investimento nelle competenze. In questo numero troviamo diversi esempi di come queste direttrici stiano contribuendo a rafforzare la capacità del Paese di prevenire, gestire e superare le emergenze.

Un importante passo avanti verso la costruzione di un sistema nazionale sempre più moderno arriva dall’accordo siglato il 10 giugno tra il Commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, e il capo Dipartimento Casa Italia, Luigi Ferrara, che porterà la piattaforma Ge.di.si a diventare un modello di riferimento per le future ricostruzioni nazionali.
Come ha sottolineato il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, questa esperienza rappresenta una delle innovazioni più significative sviluppate negli ultimi anni nella gestione degli interventi successivi alle calamità. La possibilità di estendere a livello nazionale questo strumento digitale rappresenta un’opportunità preziosa per rendere i processi di ricostruzione sempre più trasparenti, efficienti e facilmente monitorabili.
Sul fronte normativo, merita attenzione l’approvazione in Piemonte del disegno di legge che consentirà alla Regione di dichiarare autonomamente lo stato di emergenza regionale. Una novità che va nella direzione indicata dall’assessore alla Protezione civile della Regione Piemonte, Marco Gabusi: disporre di strumenti più rapidi ed efficaci per affrontare eventi calamitosi sempre più frequenti e complessi.

La norma recepisce i principi del Codice nazionale della Protezione civile, rafforza la capacità di coordinamento regionale e punta a ridurre i tempi di intervento, limitando gli ostacoli burocraticiquando è indispensabile agire rapidamente per la tutela di cittadini, infrastrutture e comunità. Ma un sistema moderno non si costruisce soltanto attraverso norme e strumenti operativi. Lavera forza della Protezione civile risiede anche nella diffusione della cultura della prevenzione. Per questo motivo guardiamo con particolare interesse al ritorno dei campi scuola “Anch’io sono la Protezione Civile”, iniziativa che da sedici anni coinvolge migliaia di giovani in tutta Italia.
Da giugno a settembre saranno oltre 350 i campi scuola organizzati sul territorio nazionale, con la partecipazione di più di 9 mila ragazzi e ragazze tra i 10 e i 16 anni. Un’esperienza che permette ai giovani di conoscere da vicino il mondo della Protezione civile, confrontandosi con Vigili del Fuoco, Forze di Polizia, operatori del 118, Volontari e rappresentanti delle istituzioni. Non solo lezioni ma attività pratiche, simulazioni, esercitazioni e momenti di condivisione che contribuiscono a formare cittadini più consapevoli, responsabili e preparati ad affrontare le sfide del futuro. In questo contesto si inserisce anche l’impegno del Piemonte, che ospiterà quattordici campi scuola distribuiti in diverse province della regione. Un investimento importante realizzato grazie alla collaborazione tra il Dipartimento della Protezione civile, la Regione, i Comuni e le organizzazioni di Volontariato e le diverse componenti del Servizio nazionale di Protezione civile.

Un’iniziativa che, come hanno sottolineato il presidente Alberto Cirio e l’Assessore Marco Gabusi – consentirà ai giovani di avvicinarsi ai temi della prevenzione, della tutela dell’ambiente e della sicurezza, imparando procedure e comportamenti utili nelle situazioni di emergenza. Un segnale importante arriva anche dalla Lombardia, che ha destinato 1,2 milioni di euro per il sostegno alle attività di redazione, aggiornamento, revisione, adeguamento e attuazione dei piani di area vasta di Protezione civile in tutte le province. Un intervento che conferma come la pianificazione continui a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per migliorare la prevenzione, coordinare le risorse e rafforzare la capacità di risposta ai diversi scenari di rischio.