Dal mare un aiuto per placare la sete della Sicilia
È entrato in produzione già ai primi di agosto il nuovo dissalatore di Porto Empedocle in provincia di Agrigento, uno dei tre impianti mobili realizzati in tempi record per contrastare l’emergenza idrica nell’isola. Il dissalatore di Gela (Caltanissetta) è entrato in funzione il 15 agosto scorso mentre quello di Trapani entrerà in funzione a breve
⏱️ Tempo di lettura: 3 min
L’apporto di risorsa idrica dei tre dissalatori», spiega il dirigente generale del Dipartimento Regionale
della Protezione Civile, Salvo Cocina, coordinatore della Cabina di Regia presieduta dal governatore Renato Schifani, sarà di 300 lt/sec per quest’anno e di 500 per il prossimo, che corrispondono a circa 1,3 milioni di mc al mese e 16 milioni di mc all’anno».
«Per la realizzazione dei tre impianti» continua il direttore, «la Regione Siciliana ha messo a disposizione 110 milioni di euro: 90 milioni provenienti dal Fondo di sviluppo e coesione assegnato alla Sicilia grazie all’accordo firmato nel maggio 2024 con il governo centrale e ulteriori 20 milioni dal bilancio regionale, di cui 10 destinati alla gestione degli impianti. Oltre a 20 milioni, per l’avvio, assegnati dal governo nazionale».
La produzione idrica dei dissalatori integra quella, di oltre 3500 lt/sec, dei 300 interventi di revamping di pozzi e sorgenti, di condotte e pompaggi programmati dalla Cabina di Regia e finanziati dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile. Tutte queste misure emergenziali in gran parte realizzate hanno alleviato notevolmente la crisi dei territori delle province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Trapani, Palermo e parte di Messina, che su 9 hanno sofferto di più dall’inizio della crisi, nel 2024.
È stato un anno caratterizzato da particolare scarsità di precipitazioni, specialmente in Sicilia occidentale, una crisi che si protrae da 4 anni e che affligge 3 milioni di persone su 4.8 milioni abitanti siciliani.
Un problema dovuto sicuramente al cambiamento climatico che si è innestato in un quadro complessivo che risente di criticità antiche, di decenni di mancati interventi strutturali e manutenzioni sugli invasi e
sulle reti idriche, con diverse dighe con limitazioni di invaso perché da manutenere o per accumuli di sedimenti che riducono la capacità di contenimento, e condotte e reti idriche interne tanto obsolete coltura, agli allevamenti e, in genere, all’ecosistema ambientale. La Protezione civile regionale è stata allora investita del compito di far fronte all’emergenza con un piano straordinario che ha previsto, nell’ambito della Cabina di Regia, la programmazione e realizzazione di nuovi pozzi, le riparazioni urgenti di tratti delle reti idriche danneggiate, e, naturalmente, di coordinare la distribuzione di acqua potabile ai residenti di molte aree in sofferenza, con l’implementazione del parco autobotti e l’utilizzo per lo scopo anche dei mezzi normalmente adibiti all’antincendio.
Grazie a questi interventi, è stata recuperata una capacità produttiva idrica sufficiente ad evitare il ripetersi di situazioni acute di emergenza. Ciò anche avvalendosi delle nuove risorse stanziate lo scorso giugno dalla Commissione europea per oltre 230 milioni di euro, destinate al miglioramento del servizio idrico integrato in Sicilia, a fronte del completamento e approvazione da parte della regione dei nove Piani d’ambito degli Ambiti territoriali ottimali. «Un risultato che testimonia anche l’efficace coordinamento e la piena sintonia tra Regione, Commissione europea e Presidenza del Consiglio
dei Ministri nell’affrontare le priorità strategiche del territorio siciliano», ha affermato il governatore Schifani. «Questo sblocco di fondi europei ci permetterà di avviare progetti prioritari attesi
da tempo per la modernizzazione delle infrastrutture regionali».
Tra le iniziative già in corso o in fase di avvio, rientrano progetti volti all’ottimizzazione dell’uso delle risorse idriche esistenti, alla realizzazione di nuove opere pubbliche e all’acquisizione di beni e servizi essenziali per l’efficienza del sistema.