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“Innovation Workshop On the Road”: ricerca, territorio e innovazione per affrontare le sfide dell’agroalimentare e dell’ambiente

A Lodi il confronto promosso da Fondazione LGH E.T.S. ha riunito istituzioni, ricerca e imprese per definire le nuove direttrici dell'innovazione territoriale. Tra i casi presentati, la tecnologia sviluppata da T1 Solutions SB per la gestione degli sversamenti di oli dimostra come ricerca e sostenibilità possano tradursi in soluzioni concrete

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L'”Innovation Workshop On the Road”, promosso da Fondazione LGH E.T.S. e ospitato a Lodi, si è confermato un momento di confronto tra amministrazioni, università, centri di ricerca, imprese innovative e stakeholder del territorio. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di raccogliere competenze, individuare le priorità emergenti e costruire un modello di innovazione capace di rispondere alle esigenze reali dei territori. L’incontro ha posto particolare attenzione alle sfide del comparto agroalimentare e ambientale, affrontando temi quali gestione sostenibile delle risorse idriche, digitalizzazione, trasferimento tecnologico e valorizzazione della ricerca scientifica.

Fondazione LGH: un modello che mette in rete innovazione e sviluppo locale
Durante il workshop è stato illustrato il percorso evolutivo della Fondazione LGH E.T.S., nata nel 2021 su iniziativa del Gruppo A2A insieme alle storiche utility territoriali. La Fondazione opera oggi nelle province di Lodi, Cremona, Pavia e nell’area dell’Ovest Bresciano, con una missione precisa: trasformare la ricerca e l’innovazione in opportunità concrete per il territorio. Il modello operativo si basa sulla capacità di mettere in relazione soggetti differenti — università, imprese, startup, istituzioni e cittadini — favorendo la nascita di progetti ad alto impatto e creando connessioni tra ricerca scientifica e sistema produttivo. Dal 2021 la Fondazione ha sostenuto oltre cento iniziative territoriali e solo nel 2025 ha destinato più di un milione di euro a progetti di innovazione, ricerca scientifica e sviluppo locale.

Le nuove direttrici strategiche
Uno dei momenti centrali dell’evento è stato l’aggiornamento delle linee strategiche della Fondazione, costruito attraverso un percorso partecipativo che ha coinvolto i territori. Le nuove priorità individuate riguardano: economia circolare e materiali biobased; digitalizzazione dell’agricoltura e delle filiere agroalimentari; gestione sostenibile delle risorse naturali e dell’acqua; transizione energetica e decarbonizzazione; sviluppo del capitale umano e della cultura dell’innovazione; rafforzamento degli ecosistemi territoriali dell’innovazione. Il workshop ha inoltre evidenziato alcune criticità condivise dal settore agroalimentare: volatilità dei costi energetici, gestione della risorsa idrica, interoperabilità dei dati, necessità di favorire la cooperazione tra imprese e ricerca e trasferimento delle tecnologie verso il mercato.

Una nuova Call for Project per accelerare l’innovazione
Tra le novità presentate figura anche il nuovo sportello “Call for Project”, che sarà aperto tra settembre e dicembre. L’iniziativa mette a disposizione un budget complessivo di 500.000 euro destinato a sostenere progetti di ricerca di base, ricerca applicata, sviluppo sperimentale e innovazione ad elevato potenziale di scalabilità. L’obiettivo è favorire la nascita di collaborazioni tra imprese innovative, startup e mondo della ricerca, trasformando le idee in progetti capaci di produrre benefici concreti per il territorio.

Dalla teoria alla pratica: il caso T1 Solutions SB
Tra gli interventi più significativi della giornata quello di Alessandro Taini, CEO di T1 Solutions SB | Greennovation, che ha presentato una tecnologia sviluppata per affrontare uno dei problemi ambientali meno conosciuti ma più impattanti: gli sversamenti accidentali di oli. Secondo i dati illustrati durante il workshop, un solo litro di olio può contaminare fino a un milione di litri d’acqua, mentre nel bacino del Mediterraneo vengono dispersi ogni anno centinaia di migliaia di tonnellate di oli.

Una tecnologia che recupera la risorsa anziché produrre rifiuti
La soluzione sviluppata da T1 Solutions si basa su un materiale assorbente selettivo che intercetta esclusivamente gli oli senza trattenere l’acqua. Diversamente dagli assorbenti tradizionali, il materiale può essere strizzato e riutilizzato più volte, consentendo anche il recupero dell’olio assorbito, che torna ad essere una risorsa anziché un rifiuto. Tra le caratteristiche evidenziate durante la presentazione: intervento in pochi secondi; riutilizzabilità del materiale; forte riduzione dei rifiuti prodotti; significativa diminuzione delle emissioni di CO2 lungo l’intero ciclo di vita; brevetti depositati in Italia, Europa e Stati Uniti. L’azienda ha inoltre illustrato alcune applicazioni già realizzate, tra cui interventi su grandi sversamenti internazionali e attività sperimentali sviluppate con enti di ricerca e organismi di protezione ambientale.

Innovazione al servizio della prevenzione
L’intervento di T1 Solutions ha ampliato il dibattito introducendo un tema spesso sottovalutato: la prevenzione. La gestione degli sversamenti non riguarda esclusivamente le emergenze ambientali, ma rappresenta un elemento strategico per la tutela delle risorse idriche, la riduzione dei costi di bonifica e la diffusione di una cultura della sicurezza ambientale. Durante il confronto è stata evidenziata l’importanza di affiancare alle tecnologie anche attività di formazione rivolte a imprese, enti pubblici e operatori della Protezione civile, affinché la rapidità di intervento diventi parte integrante della gestione del rischio.

Innovazione come sistema
Il messaggio emerso dall’Innovation Workshop On the Road è chiaro: l’innovazione non nasce da singole iniziative isolate, ma dalla capacità di costruire ecosistemi collaborativi nei quali ricerca, istituzioni e imprese condividano competenze, obiettivi e strumenti. La Fondazione LGH si propone come catalizzatore di questo processo, mettendo a disposizione risorse, reti e progettualità per favorire uno sviluppo territoriale sostenibile. In questo contesto, esperienze come quella di T1 Solutions dimostrano come il trasferimento tecnologico possa trasformare la ricerca in applicazioni concrete, capaci di generare benefici ambientali, economici e sociali, contribuendo a costruire un modello di innovazione orientato all’impatto e alla sostenibilità.

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