Editoriale Luglio/Agosto 2026
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Care lettrici e cari lettori,
Tutelare chi tutela gli altri.
È questo il significato più profondo dell’emendamento promosso dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, recentemente approvato dalla Commissione Affari costituzionali del Senato.

Il provvedimento introduce una disciplina specifica sulla responsabilità penale per i fatti colposi commessi nell’esercizio delle attività di Protezione civile, riconoscendo la complessità dei contesti emergenziali e offrendo maggiori garanzie a Volontari, operatori e autorità che agiscono nel rispetto delle procedure e delle buone pratiche. Un passo importante per l’intero Servizio nazionale, che rafforza il sistema e consente a chi opera sul campo di agire con maggiore serenità e consapevolezza. L’attualità ci ricorda quanto sia fondamentale poter contare su un sistema efficiente e preparato. Gli incendi boschivi che stanno interessando il Piemonte hanno richiesto il potenziamento del dispositivo operativo regionale, con l’impiego di ulteriori mezzi aerei e squadre specializzate. Un intervento che conferma la capacità della Protezione civile di adeguare rapidamente la propria risposta all’evoluzione degli eventi grazie al coordinamento tra istituzioni, Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, volontariato organizzato e strutture operative. Se oggi il nostro Paese può contare su un modello riconosciuto anche a livello internazionale, lo deve alla lungimiranza di chi ne ha costruito le fondamenta.
L’intitolazione della Sala Operativa della Protezione civile della Regione Lombardia a Giuseppe Zamberletti, alla presenza del presidente Attilio Fontana, dell’assessore regionale alla Protezione civile Romano La Russa, dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso e di numerose autorità istituzionali, assume quindi un significato che va ben oltre il valore simbolico della cerimonia.

Nel corso dell’evento è stato ricordato il lascito di Zamberletti, padre della moderna Protezione civile. Fontana ne ha sottolineato la capacità di trasformare la gestione delle emergenze nel nostro Paese, lasciando un patrimonio di concretezza, efficienza e senso delle istituzioni . La Russa ha evidenziato come il modello fondato sulla prevenzione, sul coordinamento tra i diversi livelli istituzionali e sulla collaborazione tra tutte le componenti operative rappresenti ancora oggi un punto di riferimento per l’intero sistema nazionale. Bertolaso, infine, ha ricordato Zamberletti come un uomo capace di trasmettere, con il proprio esempio,
il significato più autentico del servizio, della responsabilità e della dedizione al bene comune.
Dietro ogni legge, ogni sala operativa, ogni colonna mobile e ogni intervento sul territorio ci sono soprattutto le persone.
Donne e uomini che dedicano tempo, competenze e passione al servizio della collettività, spesso lontano dai riflettori. Per
questo ha suscita to profonda commozione la tragica scomparsa del volontario di Protezione civile dell’Associazione Nazionale
Alpini di Codroipo (UD) Luciano Bulfon, deceduto in un incidente stradale mentre rientrava da un campo scuola dedicato alla formazione dei giovani.
Una tragedia che ricorda come lo spirito di servizio non conosca orari né confini e continui a vivere nell’impegno quotidiano di migliaia di Volontari. A questa dolorosa perdita se ne aggiunge un’altra che ha segnato profondamente il mondo della Protezione civile. Un grande uomo, un autorevole esperto di Protezione civile e, soprattutto un carissimo amico: Adriano Pipitone, ci ha lasciati mercoledì 15 luglio. Noi di “112emergencies”, abbiamo avuto l’onore di collaborare con Adriano per oltre quindici anni. In questo lungo percorso abbiamo imparato moltissimo da lui e gliene saremo profondamente grati.

Sono innumerevoli le iniziative che hanno portato la sua firma. Dalla grande esercitazione di Protezione civile “Cornate d’Adda 1989”, organizzata dal Prefetto Francesco Paolo Tronca e da Adriano Pipitone, funzionario della Provincia di Milano; sempre nel 1989 e su sua iniziativa, la realizzazione della videocassetta “Norme comportamentali di evacuazione degli edifici scolastici”; nel 1994 fu protagonista della grande esercitazione interforze all’idroscalo di Milano, alla quale parteciparono il Dipartimento Nazionale della Protezione civile, rappresentato dall’allora sottosegretario On. Ombretta Fumagalli Carulli, i Vigili del Fuoco, l’Esercito, l’Aeronautica militare e tutte le Organizzazioni di volontariato della Provincia di Milano. Nello stesso anno coordinò tutti gli interventi di Protezione civile della Provincia di Milano a sostegno della Regione Piemonte durante la devastante alluvione. Potrei continuare ancora a lungo: non basterebbero venti pagine per raccontare tutte le iniziative, i progetti e le attività che Adriano ha promosso e realizzato nel corso della sua carriera.
Sabato 18 luglio, nella Basilica dei Santi Eusebio e Maccabei di Garbagnate Milanese, sono stati celebrati i funerali.
A porgergli l’ultimo affettuoso saluto erano presenti i numerosi colleghi, uomini e donne della Protezione civile, Città Metropolitana e Comune di Milano, diverse Organizzazioni di volontariato della lombardia, amici e autorità lombarde. Hanno artecipato anche il Deputato Novo Umberto Maerna per diversi anni assessore alla Protezione civile della Provincia di Milano e il Prefetto Francesco Paolo Tronca. L’unica nota amara, da non credere, è stata l’assenza di rappresentanti di Protezione civile della Regione Lombardia e del Comune di Garbagnate Milanese, comune dove Adriano risiedeva.
Ciao Adriano. E grazie per tutto quello che hai lasciato a chi ha avuto il privilegio di conoscerti e lavorare al tuo fianco.
(A pag. 12, Lettera ad Adriano)
Buona lettura.