Editoriale Novembre/Dicembre 2025

Editoriale del Direttore Luigi Rigo per il numero 9 di 112 Emergencies di Novembre/Dicembre 2025

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Nota Editoriale

Care lettrici e cari lettori, il più bel regalo di questo ultimo scorcio d’anno è il riconoscimento chiaro e netto del valore dell’esperienza e della formazione dei volontari di Protezione civile come patrimonio collettivo.
Finalmente, nero su bianco, le “misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e in materia di protezione civile”, contenute nel decreto legge 31 ottobre 2025 n.159.
Un provvedimento molto atteso dal mondo del volontariato, che pone rimedio alla perfetta equiparazione delle responsabilità con quelle dei datori di lavoro, che tanto aveva preoccupato e spinto ad azioni di protesta del tutto inedite, come lo “sciopero” di alcuni gruppi di volontari in Friuli Venezia Giulia.

Oltre alle organizzazioni di volontariato di Protezione civile, il decreto si applica agli altri enti del Terzo Settore (ETS) che includono la Protezione civile tra le attività di interesse generale, al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, alle componenti volontaristiche della Croce Rossa Italiana e ai corpi dei Vigili del Fuoco volontari delle Regioni a statuto speciale.
Dicevamo della valorizzazione di esperienza e formazione sancita dal nuovo decreto, che fissa però regole già largamente osservate dal volontariato organizzato, tenuto a un rigore assoluto nel rispetto di alcuni obblighi. In primis, i volontari devono tutelare la propria sicurezza e quella delle persone con cui operano, rispettando le procedure e le indicazioni ricevute durante la formazione, che dovrà essere calibrata in base agli scenari di rischio e ai ruoli svolti. Le organizzazioni sono poi tenute ad effettuare il controllo sanitario di base, volto alla prevenzione e alla verifica dell’idoneità alle attività operative, provvedendo inoltre alla fornitura di dispositivi di protezione individuale (DPI) adeguati, accompagnati da istruzioni e addestramento pratico. Il rispetto di questi obblighi è demandato al rappresentante legale.

Infine, il decreto contiene un’importante precisazione che riconosce la natura specifica del volontariato: “le sedi delle organizzazioni nonchè i luoghi di esercitazione, di formazione e di intervento dei volontari di protezione civile non sono considerati luoghi di lavoro”.
Non possiamo che rallegrarci per la felice conclusione di una vicenda che aveva generato ansia e malcontento, rischiando di allontanare dall’assunzione di ruoli di guida e coordinamento una parte del volontariato, ma anche di ostacolare l’azione di reclutamento di nuove risorse. C’è bisogno di chiarezza nelle regole di ingaggio e, semmai, di semplificazione nello svolgimento del prezioso compito che con generosità e passione i volontari continuano ad assicurare al Paese.

A loro, per primi, insieme a un immenso grazie, vanno i nostri auguri di buone feste, che estendiamo a tutti i componenti del meraviglioso sistema di Protezione civile che, come universalmente riconosciuto, spicca per meriti ed eccellenza operativa. Auguri anche alle aziende del settore, che da anni supportano i nostri sforzi nella divulgazione dei temi di Protezione civile e, infine, ultimi ma non ultimi, ai nostri lettori, a quelli “cartacei” e ai sempre più numerosi lettori digitali, con i quali – gli uni e gli altri – sperimentiamo le nuove sinergie comunicative.

Buone Feste a tutti voi.
Luigi Rigo
l.rigo@112emergencies.it

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