Editoriale Giugno 2025
Editoriale del nostro Direttore Luigi Rigo per il numero 5 di 112 Emergencies di Giugno 2025
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Care lettrici e cari lettori, quando pensiamo alla protezione civile del prossimo futuro immaginiamo un capitale umano, quello dei volontari, dotato di un moltiplicatore di potenza – e quindi di efficacia nell’azione – determinato dall’utilizzo massivo delle nuove tecnologie.
Che nel frattempo avranno trovato ampio spazio anche nei vari livelli istituzionali e della pubblica amministrazione, finalmente digitalizzati, capaci di leggere in tempo reale i dati provenienti dai sistemi di monitoraggio ambientale, capillarmente diffusi su tutto il territorio nazionale, incrociandoli con quelli provenienti dallo spazio. L’input per questo scenario immaginato e auspicato, insieme al sogno di un controllo finalmente efficace dell’uomo su ogni genere di rischio naturale grazie alle nuove tecnologie, ci viene dalla notizia del lancio di sette nuovi satelliti del programma Iride, finanziato dal governo italiano e frutto della collaborazione tra le agenzie spaziali europea e italiana. I sette nuovi satelliti, che si aggiungono al primo, in orbita da gennaio, sono stati lanciati contemporaneamente dalla base californiana di Vandenberg a bordo di un Falcon 9 di SpaceX.

Iride sarà, in prospettiva, la più importante costellazione italiana per l’Osservazione della Terra, nata con l’obiettivo di supportare la Protezione civile per contrastare il dissesto idrogeologico e gli incendi, tutelare le coste, monitorare le infrastrutture critiche, la qualità dell’aria e le condizioni meteorologiche. Così anche il sistema di allarme pubblico IT-Alert, ancora in fase di sperimentazione per quanto riguarda gli eventi meteo avversi, potrà essere implementato per raggiungere la massima precisione e velocità nel diramare gli avvisi alla popolazione. Tornando con i piedi per terra, o comunque a quote aeree più basse, la tecnologia ci ha regalato un altro strumento importantissimo, i droni, che, equipaggiati con sensori e telecamere, sono sempre più utilizzati per monitorare il territorio, ispezionare aree colpite da calamità, fornire immagini in tempo reale, supportare le operazioni di ricerca e soccorso, e individuare precocemente l’origine di un incendio boschivo. E poi è già a nostra disposizione una serie di strumenti innovativi utili per il potenziamento della governance, come i GIS (Sistemi Informativi Geografici) che, integrati in piattaforme dedicate, permettono una gestione più efficace delle emergenze. E un grande aiuto arriverà dall’intelligenza artificiale, grazie alla quale è possibile analizzare grandi quantità di dati, come quelli meteorologici, e prevedere eventi estremi, consentendo una pianificazione più efficace e tempestiva delle azioni di contrasto. Naturalmente, per sfruttare al meglio tutti i vantaggi offerti dalle nuove tecnologie, sarà necessario raggiungere buoni livelli di competenze con la formazione continua, che permetterà di stare al passo con i tempi e, per quanto possibile, anche precorrerli. Tutto questo, sia ben chiaro, non sostituirà il lavoro prezioso di monitoraggio “a vista” svolto dai volontari di protezione civile “a mani nude”, armati solo di esperienza e passione che ne hanno fatto le sentinelle irrinunciabili del territorio. Semplicemente, arricchirà la cassetta degli attrezzi loro e di tutto il sistema, per affrontare al meglio le sfide sempre più complesse del futuro.

Nell’angolo dei saluti, diamo il benvenuto a Maurizio Scelli, neo direttore dell’Agenzia Regionale
di Protezione Civile dell’Abruzzo, con i migliori auguri di buon lavoro.
Luigi Rigo
l.rigo@112emergencies.it